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Amici e Maschilisti

Essere parte di un gruppo sociale può significare anche dover sottostare a dinamiche discutibili, perpetuarle e contribuire alla loro normalizzazione, dentro e fuori le mura del gruppo sociale. 

Magari sei un ragazzo civile e quando i tuoi amici commentano in modo inopportuno una ragazza che passa, ai tuoi occhi appaiono come fuori luogo però non vuoi certo passare come quello moralista-bigotto-strano o peggio, sia mai, gay e allora non dici nulla, che sarà mai. Anzi, magari inizi a fare tuoi gli stessi atteggiamenti da prevaricatore, da maschio <<normale>> perché è quello che fanno i maschi, no? E tu certo non sei strano, vuoi essere accettato e comunque la vita basata sul privilegio strutturale non è mica tanto male.

Se in un gruppo vengono mandate foto di ragazze sconosciute o meno, con annessi commenti non troppo piacevoli a lei rivolti, tu non dici niente, non ti chiedi da dove arriva la foto e soprattutto non ti interroghi su quanto possa essere giusto o legittimo il tutto.

Se qualcuno dei tuoi amici dichiara candidamente che ragazza tal delle tali è una puttana, è facile, è una “che si fa fare questo e questo” o al contrario (ma anche al contempo, il famoso multitasking femminile) è frigida, figa di legno e simile. Tu puoi annuire, ridere, commentare, ignorare, anche trovarti in disaccordo perché comunque a te una volta ha detto di no quindi mica è così tanto facile. Insomma, si sa, le donne o sono disponibili o non lo sono, le preferenze su chi portarsi a letto sono prerogativa maschile.

Se qualcuno dei tuoi amici fa osservazioni misogine e te ne accorgi (SE te ne accorgi, dato che molte moltissime cose sono talmente normalizzate da non essere neanche più degne di essere considerate sbagliate), non dici niente, perché si sta scherzando, no? O magari quel commento l’ha fatto una ragazza e allora è automaticamente legittimo oppure semplicemente non vuoi esporti, magari qualche volta ti è anche capitato ma non sempre, non con tutti, non su tutto, non se sei da solo contro il gruppo.

In fondo neanche ti riguarda ed è proprio questo il punto. Il privilegio di poter avere amici misogini. Non mi riferisco per forza a quelli che vanno ai comizi di Salvini, non sto parlando solo di loro, d’altronde si sa che la misoginia è così potente e strutturale da accomunare uomini che si percepiscono molto diversi tra loro.

Parlo anche di quelli che usano il termine “troia” e simili (sì, anche per ridere) e allo stesso tempo dichiarano candidamente che per loro la donna ideale “basta che respiri eheh”, quelli che pensano che usare foto di donne nude per pubblicizzare qualsiasi cosa non sia un problema così grave perché tanto alla fine “lo scelgono loro, è consensuale”, che giustificano l’ingiustificabile, da PornHub al divario salariale, che lottano per il diritto di “scherzare su tutto”, ma chissà perchè la loro categoria privilegiata non è mai oggetto di battute offensive e svilenti, quelli che credono che quella disciplina “non sia semplicemente roba da donne, ma senza cattiveria”. Per citare solo una minima parte di atteggiamenti che le donne si trovano a dover sopportare, anche all’interno della loro cerchia sociale.

Molti uomini sono convinti di non meritarsi affatto l’appellativo di misogino, in fondo non hanno mai dato fuoco neanche a una donna e invece adagiati nella misoginia strutturale della società si ritrovano molto comodi, ma non se ne rendono conto, spesso non gli interessa capirlo.

Le dinamiche sociali tradizionalmente maschili sono tossiche e non certo innate; molti uomini si comportano in determinati modi non perché “sono maschi, sono nati così” ma perché imparano molto presto il loro ruolo culturale, sinonimo di privilegio, potere, forza, superiorità e soprattutto prevaricazione del genere femminile. 

Quest’insegnamento sociale non è esplicito e diretto ma è invisibile, graduale, frutto del processo di socializzazione maschile e di osservazione della società che come sappiamo è stata e continua imperterrita ad essere fatta su misura per gli uomini. È lo stesso processo per cui le donne imparano da giovanissime che il loro obiettivo è la validazione maschile, che si conquista dal proprio aspetto e dal proprio comportamento, dolce, fragile, remissivo ma anche sfacciato, sessualizzato, disinibito a comando.

In quante/i abbiamo visto Miss Italia da piccole/i? È un buon esempio.

E se sei una donna? Se hai amici maschi che non ti considerano come oggetto sessuale ma una vera e propria amica, beh, intanto congratulazioni. 

Io di frasi quali “l’amicizia tra maschio e femmina non può mai esistere” e simili ne ho sentite parecchie perché, in fondo, se pensi che una donna non sia in grado di far ridere, di avere un’intelligenza pari o superiore alla tua e di essere interessante in quanto persona e non corpo vuoto ambulante, come fai a considerarla solo un’amica e non volerci fare sesso?

Però il discorso qui è un po’ diverso, perché che tu voglia o meno ci vai di mezzo, perché di mezzo la categoria oppressa di cui fai parte.

Spesso le donne sono costrette a scendere a compressi quando si parla di socialità. Non è raro dover sopportare commenti opinabili e atteggiamenti sessisti all’interno di un gruppo di amici. E anche qui, puoi far notare che quella determinata azione è sbagliata, offensiva e sessista ma molte di noi si abituano a far passare in sordina cose “minori” o semplicemente, a un certo punto, ci stanchiamo di essere quelle pesanti, che si arrabbiano sempre, che hanno sempre da ridire. Ci manca il sostegno, ci fanno sentire sbagliate, pazze, esagerate. Il prezzo da pagare per far valere costantemente certi valori a volte è davvero alto.

La condotta maschile di base deumanizza le donne, ma anche qui niente è originariamente esplicito e tutto è sistemico. Poco a poco, le donne e le ragazze vengono viste sempre un po’ più come oggetti (sessuali) e un po’ meno come persone e l’abuso, più o meno grave, diventa un po’ più giustificabile, legittimo, normale, dovuto e comunque niente per cui fare “tutto questo baccano”.

“Tutto questo baccano per niente” è la vera risposta che ho ricevuto un giorno di un paio di anni fa, da un amico al quale stavo raccontando come le molestie sul luogo di lavoro siano all’ordine del giorno per moltissime donne, a quanto pare le mani non richieste sui fianchi e gli appellativi atti a svilire la professionalità della donna che hai davanti non sono davvero nulla per cui agitarsi troppo.

Non siamo più amici, mi lamentavo troppo spesso di quello che diceva.

La grande differenza, è che gli uomini possono scegliere di tacere o possono non rendersi conto di star legittimando e/o attivamente mettendo in atto il peggio maschilismo, loro non hanno conseguenze concrete. Le donne, invece, sì.

Le donne devono quotidianamente scendere a compromessi e sopportare. Gli uomini non hanno idea dell’impatto di commenti, discorsi, battute sessiste, costanti e onnipresenti nella vita della donna media. Forse è per questo molti di loro pensano che in ciò che ogni tanto dice il loro amico non ci sia niente di così tragico, si scherza, non c’è motivo di arrabbiarsi e poi a loro non ha mai fatto nulla di male. Perché mai dovrebbero mettere in discussione un’amicizia del genere?

IG: @ch_woods

Twitter: @ChiaraSuriani

1 thought on “Amici e Maschilisti

  1. L’articolo giusto al momento giusto.
    Proprio settimana scorsa ho litigato con il mio gruppo stretto di amici (tutti maschi). Uno di loro condivide nel gruppo che abbiamo un commento molto sessista di un compagno di squadra, riguardo a un progetto a cui io stessa sto lavorando per promuove la Gender Equity e lo sport femminile. Alla mia rabbia e indignazione (anche perché tra le altre cose è un progetto a cui io tengo molto) tutti mi rispondono il classico “ma è solo una battuta” e alla mia richiesta di avere lo screen del messaggio (prontamente eliminato non appena si accorgono della cazzata) mi viene detto “non fare la pettegola” e poi tutti allegramente a prendermi in giro perché ho il coraggio di dire che se tu sessualizzi il corpo di una donna (cosa che veniva fatta nel commento) allora anche quella è cultura dello stupro.
    Sono mesi, forse anni che cerco di far capire ai miei amici i loro commenti sessisti e loro pur sapendo benissimo di farli continuano, dietro la scusa di scherzo e black humor.
    Mi sono sentita umiliata e abilità perché ovviamente poi l’esagerata sono io.

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