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La Socializzazione Femminile

Le donne imparano ben presto cosa la società si aspetta da loro e quali sono le conseguenze per chi dice di no; il processo tramite il quale queste aspettative e il codice di comportamento della donna perfetta vengono interiorizzati si chiama socializzazione ed è subdolo, potente e si radica sempre di più man mano che le bambine, poi ragazze crescono e interagiscono con un sistema fatto su misura per gli uomini.

Ti fanno sentire a disagio coi peli, ti dicono che le donne troppo sicure e poco dolci e stralunate non piacciono molto ai maschi, ti dicono che quelle non sono cose da femmina ed è meglio se ti inizi a truccare, ti dicono che le donne devono essere femminili 24/7 anche se ci devi perdere un sacco di tempo e soldi e attendere (forse) di tornare a casa per metterti finalmente dei vestiti comodi e caldi, se non sei fidanzata-sposata eh, sennò sei sciatta anche in quel caso e poi ti lamenti anche che tuo marito ti tradisce con una di 20 anni più giovane.

Le donne non hanno il diritto di esistere nel loro stato naturale, devono quotidianamente indossare le catene della cosiddetta femminilità, la più grande trappola culturale di sempre.

Essere considerata bella e desiderabili (anche se ti fanno malissimo i piedi e quel reggiseno ti sta segnando la pelle) ti fa sentire potente, o quasi, fino a quando non ti accorgi che è tutta una gabbia, quel potere è effimero e il tuo valore di persona non deve passare da lì.

Ho chiesto alle ragazze che mi leggono di raccontarmi cosa percepiscono come oneri e obblighi imposti alle donne. Mi sono arrivati tantissimi messaggi molto belli e ne ho raccolto una parte qui.

“La prima cosa che mi viene in mente e che ho sempre sentito come obbligo sociale: depilarsi. Il paradosso è che so che è un dovere, e mi rompe farmi la ceretta, eppure non riesco a non apprezzare le mie gambe lisce e depilate. E di certo, non riuscirei ad andare al mare in modalità “nature”. È una convezione odiosa.”

Manuela, 28 anni

“Comportarsi in un certo modo a letto con un ragazzo, nel senso che sembra un tuo dovere essere più sensuale possibile per lui, come se tu fossi lo spettacolo e lui lo spettatore che guarda e ovviamente fare tutto ciò che fa eccitare e divertire lui senza pensare a mettere il tuo benessere prima. Mi è capitato che dei ragazzi pretendessero senza dirlo esplicitamente ad esempio sesso orale oppure che io mi atteggiassi come quelle nei porno, secondo loro il sesso è un porno nella vita reale, senza pensare che le donne magari non vogliono essere trattate come bambole gonfiabili”.

Sara, 20 anni

“Prendermi cura degli altri, in particolare degli uomini in casa mia (padre, fratelli), depilarmi (almeno in estate), non andare in giro in tuta (quindi non devo avere vestiti troppo comodi), non arrabbiarmi o esprimere troppo ferventemente la mia opinione per non essere ritenuta “pazza” o “fuori (di testa)”, e sono solo alcune cose… Poi per fortuna non sento il bisogno di essere molto curata come mi accadeva anni fa durante l’adolescenza quindi me ne frego abbastanza nonostante i rimproveri di mia madre.”

 Chiara, 23

“Le persone nel paesino da cui provengo: <<devi metterti le gonne, se no sei un maschiaccio>>. Sempre loro quando le metti: <<queste gonne sono troppo osé, sei una puttana>>”.

Anny, 18 anni

“Dovere per forza fare finta di niente quando mi sento a disagio davanti a donne nude e oggettificate, so che può sembrare un’esagerazione ma il fatto che ad esempio il mio ragazzo guardi cose del genere mi irrita, non perché sono gelosa ma perché lo trovo svilente, mi sento ridotta anch’io a “pezzo di carne” anche se non è il mio corpo quello nella pubblicità o sul giornale e mi sento “moralista” o chiusa di mente a pensarlo”.

 Sofia, 19 anni

“Ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia che, vista con lo sguardo consapevole che ho oggi, non mi ha cresciuta come “ragazza” secondo regole comportamentali ed estetiche e mi ha tenuto pressoché estranea a dei meccanismi che ho scoperto solo più avanti. La socializzazione quindi non è partita all’interno nel mio nucleo domestico. E proprio perché ho scoperti più tardi certi comportamenti che le mie coetanee ritenevano oltre che normali necessari, c’è stato uno shock anche maggiore. Per esempio negli spogliatoi della palestra della mia scuola media ero l’unica che non indossava un reggiseno, non avendone necessità così come non ne ho oggi, e non si depilava, perché semplicemente mia mamma faceva (e fa) lo stesso.”

 Elena, 16 anni

“Le cose son tante, ma forse quelle che ritengo più odiose sono le forzature sugli atteggiamenti. Tipo se una sul lavoro è brusca o autoritaria non è brusca o autoritaria: è acida o stronza. O mestruata. Oppure deve scopare di più. Che per carità, sappiamo tutti che una vita sessuale appagante rende tutti più sereni, è innegabile e provato; però con l’eccezione di cui sopra lo si dice solo alle donne (e spesso lo dicono anche le donne alle donne: il MALE). Altra cosa super odiosa nello stesso ambito è il mansplaining.”

 Morena, 37 anni

 

“Il non parlare in dialetto per esempio, cosa che io faccio (in base al contesto in cui mi trovo), quando però è capitato, gli uomini sono sempre rimasti un po’ così 😯 e io mi sono sentita per un attimo come se avessi fatto qualcosa di “non giusto” o di “troppo”. O anche, Io mangio molto, e spesso andando al ristorante con amici i maschi sono rimasti sbalorditi dal fatto che mangiassi così tanto essendo femmina”.

 Alessia, 23

“Sembrerà niente in confronto ad altre cose ma l’obbligo che sento di più è quello dell’abbigliamento, le donne devono sempre vestirsi in modo valorizzante e spesso scomodo e senti anche freddo! Vedo tante ragazze col capottino a gennaio che gelano solo perché con la giacca pesante si sentirebbero troppo grasse perché ovviamente non è striminzita come un cappotto sottile, mentre i maschi vanno tranquilli in giro comodi e caldi.”

Alessandra, 25 anni

“Ho sempre avuto una particolare percezione dalla società che mi ha spinto a pensare che da grande non potevo altro se non casalinga, o comunque sembrava che fosse sbagliato per me, in quanto nera, avere delle ambizioni. Nel mio caso, razzismo e sessismo sono strettamente legati. Sono nera, aka stupida e destinata necessariamente a stare in casa a servire mio marito. Infatti nella mia cultura viene insegnato alle bambine che ogni cosa insegnata è usata necessariamente per il futuro marito e futura famiglia”

 Hadassah, 18 anni

“Sento tantissimo la regola opprimente di non avere peli, di depilarmi costantemente. Prima avere qualche pelo fuori posto mi metteva a disagio, adesso sto cercando di combattere questa imposizione. Non ho più l’ossessione di essere sempre depilata. Mi depilo quando voglio, se voglio, altrimenti amen. Da un po’ percepisco anche la regola di avere le unghie sempre a posto, sempre curate con lo smalto. Io non ho mai fatto il gel o il semi-permanente, quindi mi sento quasi nuda quando sono in mezzo alle mie amiche con le unghie curate nel modo giusto, con lo smalto giusto. Tutto ciò perché dobbiamo essere femminili e persino non avere lo smalto sulle unghie ci toglie un po’ di femminilità, secondo la società.”

 Sandra, 23 anni

“Depilarsi, truccarsi, vestirsi sexy soprattutto nelle occasioni sociali, tingere i capelli se hai capelli bianchi, fare sport che non divertono solo per ottenere un fisico sessualmente appetibile, nascondere con l’abbigliamento parti corporee ritenute non canonicamente belle, indossare il reggiseno. Non incazzarsi (o se succede dissimulare o reprimere tutto), ridere e prendere alla leggera battute o commenti sessisti, essere sempre sorridenti ed affabili anche con gli stronzi, dover giustificare ogni “no” detto a individui di sesso maschile con intenzioni sentimentali e/o sessuali, provare il massimo piacere nel sesso penetrativo, apprezzare complimenti indipendentemente dal contesto e dal grado di confidenza che si ha con la persona che li presenta, dover stare con qualcuno se si è una ragazza ritenuta canonicamente bella, non avere istinti sessuali, non poter parlare di sesso in alcun modo altrimenti ci stai provando o sei una ninfomane, avere come massima ambizione della vita trovar trovare il vero amore, avere un istinto materno, amare i bambini, volere una famiglia, dover scegliere tra famiglia e lavoro, pensare alla pulizia della casa, alla preparazione dei pasti, all’accudimento dei bambini.In poche parole si vive con il terrore di non essere mai abbastanza per nessuno, non conoscendosi mai a fondo perché ci viene insegnato da quando iniziamo ad essere sessualmente appetibili (ma anche prima) che ci sono parti di noi che, pur essendo perfettamente umane vanno limate, censurate, nascoste. Ci viene insegnato indirettamente che siamo qui per compiacere qualcuno e non per conoscere noi stesse ed evolverci, come ogni essere umano dovrebbe fare. Se fuoriesci da questi 2000 canoni sei strana/frigida/pazza/stronza/egoista/moralista/sciatta/difficile. Sei sbagliata.”

 Valentina, 23

 

“Essere dolce, comprensiva e indifesa, essere romantica e desiderare di essere amata, essere buona e innocente, delicata e piccola. Al contempo però non essere mai vittimista, sostenere chi ne ha bisogno e farsi carico dell’emozione altrui, non occupare spazio, esserci quando si ha bisogno senza far rumore. Non essere mai triste o stanca o ingrata o vagamente egoista. Mediare, non iniziare mai una discussione, litigare ed urlare non sta bene, parlare sempre a bassa voce, piangere ma non troppo. Non essere troppo curiosa, prestando comunque ascolto e interesse quando qualcuno si rivolge a te.”

 Martina, 16 anni

“Per quanto riguarda gli obblighi estetici ci sarebbero davvero da dire un sacco di cose, ma quello che mi fa stare peggio è questo: d’estate è tacitamente richiesto alle donne che indossino costumi molto poco “coprenti”, cioè bikini, top a triangolo ecc. Ovviamente ognuno è libero di indossare ciò che vuole, ma io ad esempio non ho mai amato indossare costumi troppo “striminziti” e per questo a volte sono stata additata come quella frigida con i mutandoni.”

 Laura, 20 anni

“Non dire parolacce o volgarità perché in bocca ad una ragazza non stanno bene. Coprire gambe o braccia anche se fa caldo perché “istigano”. Avere i capelli lunghi, che si sa, corti sono da lesbica. Dover avere figli. Non essere brave quanto un uomo a guidare. Non avere voglia/bisogno quanto un uomo di fare sesso, con la conseguente idea che sia un insieme siamo cose da fare “per” l’uomo anziché “con”. Ricevere troppo spesso come primo complimento in ambito lavorativo “bella ragazza” prima che “capace”. Dover essere brava a cucinare, stirare, pulire, lavare. Doversi depilare, truccare, vestire bene sempre per forza.”

 Elisa, 28 anni

“Essere sempre belle, essere sempre depilate truccate pettinate e ben vestite, sessualmente appetibili, casalinghe, caste e pure ma anche un po’ troie, ma non troppo troie, madri innate, partner impeccabili perché sennò poi ha ragione a tradirti.”

 Theodora, 24 anni

“Una cosa che mi irrita è il classico “voi donne siete tutte uguali” se alla domanda “cos’hai?” rispondiamo con “niente”. La verità è che ci insegnano fin da piccole a tenerci per noi tutto ciò che possiamo perché se osiamo lamentarci di qualcosa siamo esagerate, irragionevoli e instabili”

Giada, 19 anni

“Un’altra cosa che mi da veramente molto fastidio è il fatto che alle donne non è permesso invecchiare, non capisco perché dovrebbe essere considerata come una cosa assurda (è perfettamente naturale!!!) e quindi ovviamente per prevenire tutto ciò bisogna comprare cinquemila tipi di creme antirughe o altri prodotti (es: qualunque tipo di pubblicità).”

 Gabriella, 18 anni

“Non avevo mai realizzato quanto noi donne siamo socializzate prima che un ragazzo che conosco mi facesse il seguente complimento: “Tu sei molto bella secondo me! Perché sei estremamente posata, controllata, mai eccessiva. Insomma, sei molto femminile!”. Come se saper stare al proprio posto fosse una qualità che una “Donna vera” deve avere. Questo essere “posata” in realtà nella vita mi ha sempre causato un’incapacità di esprimere cosa pensavo e di reagire a delle cose che in realtà non mi facevano stare così bene, mettendo sempre il benessere degli altri (molto spesso e volentieri degli uomini con cui ho una relazione) al primo posto, ignorando cosa voglio veramente io.”

 Martina, 24 anni

Grazie a tutte,

Chiara.

❤️

2 thoughts on “La Socializzazione Femminile

  1. Mi sento molto fortunata perché molti degli obblighi sociali qui elencati non mi sento in dovere di seguirli nella mia vita quotidiana. Mi vesto quasi tutti i giorni con vestiti comodi e tute, solo quando ne ho voglia mi metto un po’ più elegante. Leggendo questo articolo ho realizzato però che questi obblighi sociali li sento e anche tanto. È da questo che deriva il mio senso di inadeguatezza e inferiorità di fronte alle ragazze belle e apprezzabili con i loro cappottini e il loro vestitino mentre io indosso un giaccone imbottito.
    Continuo a indossare i vestiti che mi fanno sentire comoda ma ogni volta che qualcuno fa qualche battuta sul mio vestiario, vorrei poter essere come le ragazze modello che vedo ovunque.

  2. Dobbiamo riuscire a resistere a quel bisogno ormai radicatosi di soddisfare le aspettative di tutti, di temere la disapprovazione altrui, creando il nostro modello di giusto e adeguato, che può corrispondere o meno alle aspettative degli altri ma deve prima di tutto corrispondere a ciò che sentiamo in noi! Parlarne è bellissimo, mi ha fatto molto riflettere leggere le testimonianze, e anche da quando seguo la tua pagina Instagram ho iniziato pian piano a farmi più domande su quello che prima davo per scontato. Grazie ragazze, grazie Chiara.

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