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Storie di fidanzati, pressioni e violenze – parte 1

Il consenso ottenuto tramite violenza, pressioni, insistenza, minacce, intimidazioni, manipolazione, sensi di colpa e insicurezze della vittima è tutto fuorché consenso effettivo. 

La violenza psicologica ti annichilisce, ti svuota, ti fa sentire in balia delle esigenze del tuo carnefice, lo stesso che dovrebbe essere innamorato di te. Ma l’amore non ti fa vedere il sesso come un onere da scontare, come qualcosa di dovuto e da sopportare, come un favore, un obbligo, un diritto. Non ti umilia, non ti svaluta, non ti fa camminare sulle uova, non ti tratta come un oggetto di sua proprietà, non ti fa avere paura. 

Gli stupri neanche percepiti come tali. 

14 testimonianze di donne che come tantissime altre sono state vittime della prevaricazione e dell’abuso maschile all’interno di una relazione.

Le ringrazio tantissimo per avermi raccontato la loro storia. Le prime sette saranno racchiuse in quest’articolo, le altre sette qui.

1. “Io avevo 15 anni, lui 21. La mia prima volta è stata orribile, non la volevo, ma lui mi faceva pressione psicologica costante perché lo facessi con lui (sempre paragonandomi alla sua ex, perché con lei era stato brutto e voleva rifarlo), lo abbiamo fatto in un momento in cui mi sentivo a disagio e non volevo farlo, avevo paura i miei ci scoprissero, ma a lui tanto non importava… 

Mi ha convinta, sempre a sfinimento, a fare qualsiasi cosa, dal sesso anale ad altro. Tutto a 15 anni. Perché altrimenti non sarei stata abbastanza e sarebbe rimasto deluso da me, minacciava di lasciarmi e di suicidarsi se per colpa mia ci fossimo lasciati. 

In pratica se non avessi soddisfatto ogni sua voglia si sarebbe ucciso. Anche così mi ha convinta per un anno a fare qualsiasi cosa, specie quelle che non volevo fare. Anzi, detto sinceramente, mi fa piuttosto schifo ripensare a qualsiasi volta che abbiamo fatto sesso. Non mi piaceva, lo trovavo repellente. 

Ad oggi non mi capacito di perché io lo abbia fatto. Ah, ovviamente sia la prima volta che col sesso anale mi faceva male, parecchio male… Ma a lui non è mai importato, se gli chiedevo di fare più piano era come se non mi sentisse. Erano le mie prime volte e pensavo fosse normale, ad oggi mi rendo conto che una persona che tiene a te si accerta che quello che state facendo sia piacevole anche per te e non solo per lui.”

2. “Voglio raccontare anche io la mia storia. All’epoca non ho percepito l’accaduto come lo percepisco ora. Mi è di certo servito un po’ di tempo e distanza. Sono bisessuale ed ero in una relazione con un ragazzo da un anno. Partì per l’Erasmus e lui mi venne a trovare dopo un mesetto. Successe che in quel periodo non stavo molto bene per varie ragioni, non ero molto stabile emotivamente. Passammo insieme quattro giorni in cui non ebbi la benché minima voglia di farlo… manco a dirlo lui soffrì tantissimo per questa cosa. Alla fine lo facemmo una volta e ricordo anche che gli proposi di farlo venire (adesso potrei sboccare per questa cosa ma all’epoca non percepivo nulla di male a riguardo).

Quello che oggi mi da ancora fastidio di questa storia è che lui mi fece sentire sbagliata, come se appunto non fosse normale non vedersi da tempo e non avere voglia di farlo. (tanto che adottai io stessa questo punto di vista mettendomi in completa discussione). Iniziai a pensare che forse lui non mi attraeva davvero e che forse era meglio se l’avessi lasciato per frequentarmi con una ragazza. Queste idee si sono completamente scardinate nel tempo. Oggi sono più sicura di me stessa, penso che sia normale (ovviamente) avere periodi in cui non si ha voglia di farlo e chi non lo capisce, facendoci sentire in colpa, è meglio perderlo. Quello che vorrei dire soprattutto è che questo tipo di storie e sempre stato seguito dalla retorica spiegazione che “uomini e donne sono diversi biologicamente, e che all’uomo va sempre di farlo e alla donna no”. Non sarà la solita giustificazione patriarcale che pretende di giustificare comportamenti maschili? Non si potrebbe insegnare invece ai ragazzi che esercitare “pressioni” di qualsiasi tipo è sbagliato e che, non essendo animali, devono essere in grado di contenere “i propri bisogni”?

Finché saremo chiamate a soddisfare i bisogni di qualcuno, direttamente o indirettamente, non saremo mai libere. Così come fin quando la parte maschile potrà giustificarsi definendolo appunto un “bisogno”, come fosse qualcosa di necessario, e non una “violenza” non usciremo mai da questa dinamica.

L’ultima cosa: sono l’unica che invidia tantissimo i ragazzi che possono vivere i rapporti senza dover stare a dissezionare ogni momento, senza doversi chiedere continuamente “sto ricevendo il rispetto che merito”?”

3. “Due anni fa ero fidanzata con un ragazzo, e spesso il pomeriggio dormivamo a casa sua. A volte succedeva di avere un rapporto sessuale al risveglio, e un giorno mi sono svegliata senza mutande con una strana sensazione addosso. Chiedendogli spiegazioni mi raccontò, nervoso, che stava provando a iniziare un rapporto mentre ancora dormivo solo che poi gli ho buttato un calcio. Era come se pretendesse delle scuse da parte mia per quello che era successo (io non ricordavo nulla perché stavo dormendo) perché proprio non riusciva a capire che stare insieme non significa che puoi fare dell’altra persona quello che vuoi, quando lo vuoi tu; non sono di tua proprietà. per la sua mentalità il sesso è dovuto, il consenso è scontato perché si sta insieme e il no è causa di litigi.”

4. “Ho una relazione a distanza quindi non mi vedo spesso con il mio ragazzo in più nella relazione quella più fisica sono io, quindi quando c’è l’occasione cerco di coglierla. La mattina dopo capodanno eravamo da lui cominciamo a toccarci (non potevamo avere un rapporto completo perché avevo il ciclo) decido di fargli un pompino e lui pensa sia una buona idea spingermi la testa. In tutto questo quello che più mi ha fatto stare male è stata la mia reazione. Non mi sono arrabbiata non ho reagito con forza alla cosa, l’ho lasciato fare con le lacrime agli occhi e poi mi sono pure sentita in colpa perché glielo avevo chiesto io prima quindi un po’ me la sono cercata. Io pensavo che conoscendo la dinamica a priori mi sarei riuscita a svincolare. Da queste situazioni e invece no sono rimasta lì.

Anche se non ho proprio tanta voglia lo faccio lo stesso perché non è detto che ci sia la possibilità o che lui voglia la prossima volta.”

Non ci si va a mai cercare nulla, usciamo dalla logica che le esigenze maschili debbano essere al primo posto. Non forziamoci di fare cose solo perché ci sentiamo in dovere di farle, perché ci pare scontato farle in quella situazione, per non “rovinare” il momento, per non far arrabbiare o far rimanere male lui.

5. “Il giorno della mia festa dei 18 anni il mio ragazzo di allora è rimasto a dormire da me. Avevo bevuto molto ed ero allegra, spensierata e mi sembrava la serata adatta per fare sesso “completo”, perché era da tempo che volevo farlo. Quindi lo facciamo e va tutto bene, nel senso che mi fa parecchio male in realtà e facciamo un po’ di difficoltà ma alla fine riusciamo. Non posso dire che fosse bello, non sono venuta, e penso nemmeno lui, non ricordo, comunque finisce lì. Ci addormentiamo. Non so dire dopo quanto tempo mi sveglio all’improvviso, e non capisco bene cosa stia succedendo perché appunto ero nel sonno più profondo quindi piuttosto rintronata. Alla fine mi rendo conto che lui mentre io dormivo ha ricominciato a farlo. Non so come reagire forse anche a causa dell’alcol sostanzialmente non reagisco. Sono passati 4 anni e molte cose le ho (volutamente) rimosse ma temo di aver anche fatto finta che mi piacesse perché pensavo fosse quello che voleva e che quindi dovevo fare. Ricordo solo di essere molto confusa anche perché eravamo nel buio più totale e io gli davo le spalle. Il giorno dopo mi sveglio e alla mia migliore amica racconto solo che lo abbiamo fatto e che mi ha fatto male, del secondo episodio non dico niente. Non ne parlo neanche con lui, con nessuno, per anni. Con quel ragazzo mi lascio dopo un paio di mesi.

Tempo dopo incontro un altro ragazzo che è il mio attuale e con lui scopro effettivamente cos’è il sesso, ovvero piacere per entrambi. Dopo molto tempo, penso forse un anno gli racconto quello che è successo col mio ex. È una cosa che fino a quel momento avevo minimizzato completamente nella mia testa, non l’avevo mai chiamata stupro e ancora adesso non so se considerarlo tale. Fatto sta che nel momento in cui inizio a parlarne scoppio a piangere talmente tanto da non riuscire a proseguire. Lì ho capito che questa cosa mi aveva fatto più male di quanto pensassi. Lui mi ha consolato ed è stato fantastico. Poi l’ho raccontato anche alla mia amica che non poteva crederci, e anche lei, anche se non lo ha difeso ed è rimasta inorridita, non lo ha chiamato stupro. Il fatto che io, una volta che lui aveva iniziato, non lo abbia fermato non lo rendeva uno stupro.

Se ci penso mi odio per non aver reagito ma non avevo alcuna familiarità col sesso, non sapevo come “funzionava”, mi affidavo del tutto a lui perché era il mio ragazzo e mi fidavo al 100%, oltre al fatto che ero stordita dall’alcol ed ero nel pieno del sonno. Ogni volta che ci penso mi scende una lacrima ma ho sempre paura di star ingrandendo la cosa. E ho sempre voluto parlarne con qualcuno che non fosse una mia amica che ne sa quanto me ma non ho mai avuto il coraggio. E mi incazzo anche con me stessa perché sono una femminista, mi reputo forte e intelligente, ma poi quando si tratta di questa cosa mi sorgono mille dubbi e mi sento indifesa, vittima e come se non avessi il diritto di sentirmi così, perché non era niente di che.”

Nel caso qualcuno avesse dubbi: è uno stupro, lo è indubbiamente.

6.A 14 anni ho subito abusi psicologici e fisici dal mio primo ragazzo. Pretendeva che fossi sempre depilata, mi diceva cose tipo “non farmi arrivare ai 18 anni vergine”; “la prossima volta copriti un po’ di più eh”; “se non sei depilata non ti tocco nemmeno”; “perché stai tremando?” (in tono molto aggressivo). Una volta mi ha aperto le gambe con forza provando a penetrarmi, per fortuna senza riuscirci. Da quel momento in poi i rapporti sessuali consistevano in lui che si masturbava, veniva e si rivestiva. Io non venivo mai toccata né coccolata, semplicemente assistevo. Questo è soltanto ciò che riesco a ricordare superficialmente, senza scavare nella memoria.”

7. “Avevamo 16 io e 17 anni lui. È stato il mio primo amore, il mio primo fidanzato serio, la prima volta che ho fatto l’amore e il motivo di una lunghissima e interminabile depressione oltre che di diversi altri problemi iniziati o peggiorati dopo di lui. Ha influenzato in maniera pesante la mia vita, positivamente e negativamente. Mi ha tradita, tra un tira e molla e l’altro faceva sesso con delle mie amiche, quando stavamo insieme durante dei litigi mi ha dato degli schiaffi e cose del genere. Già ai tempi sapevo che queste cose non erano normali ma non ne sono mai stata così cosciente come oggi.

Abbiamo chiuso ogni genere di rapporto quando avevo 19/20 e lui 20/21 anni, non ci siamo sentiti per un paio d’anni e poi abbiamo ripreso a vederci da amici. Lui stava, e tutt’ora sta, con un’altra ragazza ma a ogni uscita ci provava tantissimo con me e in maniera molto esplicita. Io gli ho sempre detto di no. Non ho mai fatto sesso con lui da quando abbiamo ripreso i rapporti ma lui è riuscito comunque a convincermi a baciarci, toccarmi, leccarmi. Ogni singola volta lo interrompevo e una volta mi sono anche messa a urlare. Più di una volta mi ha costretta a stare ferma finché non l’ho preso a schiaffi o a morsi. Lui è molto più alto e in generale più forte e possente di me. Nonostante gli abbia detto molte volte che non voglio fare queste cose con lui perché non sento più attrazione fisica nei suoi confronti, per non parlare del fatto che ha una ragazza, lui non ci crede e dice che dico queste cose solo perché voglio vendicarmi o non accetto la verità, ovvero che io sia attratta e possibilmente potrei addirittura innamorarmi di nuovo di lui. Ma non è così, anzi, ogni volta che ci vediamo sento sempre di più che devo allontanarmi. Lui mi prende per stupida. Quando gli dico di smetterla di toccarmi o cercare di baciarmi, ride, dice che non sono seria, che non lo dico davvero. Che lo voglio ma non lo ammetto. Questo mi manda fuori di testa.

Man mano ho ridotto sempre di più gli incontri con lui perché mi sentivo male nonostante continuassi a volergli tanto bene, non per la persona che è diventato ma per il passato che abbiamo condiviso. O forse semplicemente non riesco ad accettare che il mio primo amore sia stato una persona del genere. Io vorrei solo uscire con lui e chiacchierare con un vecchio amico, lui invece vuole solo scoparmi con o senza il mio consenso. L’ultima volta ci siamo visti un mese fa o poco più. Siamo usciti a prendere una birra e nonostante gli avessi detto che volevo tornate a casa presto, perché dovevo studiare, ha continuato a farmi bere. Avrei potuto dire di no, è vero, ma lui ordinava birre su birre e alla fine ero ubriaca. Mi ha portata a una festa, a cui avevo già detto di non voler andare. Mi ha baciata, io l’ho tirato indietro. Sono uscita dalla festa per tornare a casa in autobus nonostante fossero le 4 del mattino e lui mi è venuto dietro, mi ha costretta a salire in macchina con lui perché diceva che mi avrebbe riaccompagnata a casa perché ero troppo ubriaca per andare da sola. Gli ho detto ok, riaccompagnami a casa, ma poi te ne vai. Ha giurato di sì. Invece poi quando siamo arrivati sotto casa ha cominciato a dirmi che non poteva tornare a casa sua, che aveva bevuto troppo, non riusciva. Sono stata costretta a farlo salire a casa mia.

Avevo bevuto molto quindi si è infilato nel mio letto per dormire con me, non ricordo neanche se sono stata io a dirglielo o ha fatto tutto da solo. Ricordo solo che non volevo. Gli ho detto: metti la sveglia perché alle 8 di domani mattina te ne devi andare.  Mi dice certo, non ti preoccupare, ho già messo la sveglia. Invece non l’aveva messa. Mi sono svegliata alle 9 da sola con lui appiccicato a me da dietro, non sto a specificare come. Mi sono incazzata come una iena quando ho capito che mi aveva detto l’ennesima bugia e non se ne era andato alle 8 come gli avevo chiesto. Mi sono alzata da letto e l’ho cacciato, a quel punto ero sobria, e lui ha avuto persino la faccia tosta di offendersi. E io? Io mi sono sentita una merda e poi gli ho scritto un messaggio per scusarmi del mio comportamento. Io mi sono scusata, dopo tutto questo schifo ho sentito pure il dovere di scusarmi

Adesso mi viene da vomitare solo all’idea di rivederlo e non so come fare o cosa pensare perché è un amico presente nella mia vita da più di dieci anni. Fortunatamente non ci vediamo spesso ma ho paura del senso di schifo che proverei se lui mi scrivesse un messaggio per vederci di nuovo. Io stessa, alla sola idea di parlarci, adesso mi sento male. Ho anche paura mi abbia fatto qualcosa mentre dormivo. È un dubbio che mi assale ogni volta che in passato ho dormito con lui dopo averli detto che non voglio fare sesso e deve lasciarmi in pace. 

Questa situazione mi rende incredibilmente confusa e triste, schifata. Avevo cercato di non pensarci perché non ne ho mai parlato con nessuno ma mi hai fatta riflettere. Grazie dal più profondo del cuore e grazie alle ragazze che hanno deciso di condividere la loro storia. Vi abbraccio tutte tantissimo.”

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