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Storie di fidanzati, pressioni e violenze – parte 2

Questa è la seconda parte di una raccolta di testimonianze di giovani donne in materia di relazioni abusive, pressioni sessuali, stupri, fidanzati egoisti e violenti. Leggi la prima parte qui.

8. “Mi sono sempre sentita in obbligo di fare sesso con i miei partner. I miei rifiuti venivano accusati come mancanza di amore da parte mia, mi sentivo terribilmente in colpa. Semplicemente non mi piaceva, non venivo mai. Ero piccola, mi vergognavo a dirlo, non mi sembrava giusto sminuire i partner. Una volta sono pure scoppiata a piangere. Ho finto che la causa fosse il dolore, il mio ragazzo ha comunque continuato nell’atto. (Stupro, sì lo è anche se si sta già facendo sesso e l’altra persona non vuole più.)”

9. “Il mio primo bacio è stato in terza media con un ragazzo di due anni più grande di me che mi piaceva e con cui uscivo ma alla quale avevo detto che saremmo usciti “come amici”. Seduti sulla panchina stavamo parlando e d’un tratto mi bacia. Un bacio improvviso e con la lingua direttamente dentro, non calcolato e che non mi è piaciuto per niente perché non riuscivo ad assecondarlo nei movimenti da quanto era fine a marcare il territorio su di me. Con questo mi ci sono anche fidanzata. Prima storia della mia vita di tre mesi circa. Mi rompeva per vederci spesso mentre la mia vita era un casino per me e non avevo molto tempo per lui, ovviamente il suo volermi vedere era fittizio non allo stare con me ma, letteralmente, a farsi fare una sega.

Siccome non avevamo un posto dove andare perché la casa di entrambi non era libera, la voglia che aveva era talmente tanta che ci trovavamo sulle scale del mio condominio, dove tutti potevano vederci, a fare cose. Io non avevo conoscenza del mio corpo, né confidenza con la sessualità. Non provavo piacere quando mi toccava, né eccitazione quando toccavo io lui, e a lui sembrava non fregare niente. Lui veniva in un fazzoletto nelle mie pause studio. A 17 anni mi ha spinto la testa contro il suo pene per fare un pompino.

Io pur non avendo voglia né provando eccitazione mi ritrovavo a fare quel che voleva lui perché lo ritenevo “normale” e “naturale” in una coppia, e che dovessi aspettare che il mio piacere arrivasse, che si “sbloccasse qualcosa” nel mio cervello. Zero attenzione ai miei desideri e al mio piacere ovviamente.”

10. “Ho ricevuto molestie da quello che fortunatamente è ex con il quale sono stata insieme 2 anni. Disprezzava il mio tipo di condotta sessuale precedente a lui perché “da troia”, era geloso di qualsiasi essere maschile con cui fossi stata in precedenza, non ha mai mascherato il suo disgusto nei miei confronti e nonostante ciò amava la me che si portava a letto. Dopo parecchio tempo mi confessò che la prima volta in cui ci siamo visti venne a letto con me sapendo quanto fossi una troia giusto perché “si voleva fare un giro”.

Mi ha tradita e non ha usato precauzioni, ha preso l’hpv e diceva fosse colpa mia nonostante io risultassi “pulita” dopo pap test e colposcopia, cercava il litigio solo per scaricarmi addosso un mare di brutte parole, cattiveria e bugie. I suoi commenti sul mio corpo, del fatto che avessi preso un po’ di peso e quindi dovevo stare attenta, “se ti tatui ancora ti lascio, se ti colori ancora i capelli ti lascio”. Le pressioni per fare sesso anale nonostante sapesse che non mi piaceva.

Ha in suo possesso un mare di video e foto nostre intime e non ti nego che ho il terrore che possa diffonderle, è un narcisista malato e cattivo, con una visione delle donne completamente distorta, sante o puttane. Tutto ciò mi ha parecchio colpita, ho iniziato a rendermi conto poco a poco di quanto mi avesse schiacciata, con il mio attuale ragazzo non ti nego che ho difficoltà in alcune situazioni perché sono ancora nel meccanismo della paura, ho paura di dire quello che dico e penso, ho paura di mostrarmi per quella che sono perché per due anni ho ricevuto schifo e basta.

Non sono vere e proprie molestie fisiche queste ma i segni lasciati ci sono. Grazie per quello che fai.”

11. “Ci tengo a fare una permessa importante: ho capito da poco che quello che è accaduto quella volta ha condizionato tutta la mia vita sessuale in seguito.

Avevo 14 anni, e da ragazzina ingenua quale ero pensavo di essere follemente innamorata del mio ragazzo, tanto a tal punto da perdonare i ripetuti tradimenti.

Dopo quasi un anno di tira e molla ci mettiamo assieme. Già da subito lui inizia a chiedermi di “fare cose”, puoi immaginare quanto ne capissi io a quell’età con ZERO educazione sessuale alle spalle. Inizialmente gli ho detto di no ma vedendo che insisteva ho ceduto. Il motivo principale per cui l’ho fatto è perché la prima volta che mi ha lasciata è stato perché non volevo fare sesso con lui (13 anni) e quindi è andato con un’altra che si sentiva pronta. Per evitare che succedesse di nuovo ho dovuto cedere.

Cerco di non pensarci mai ma purtroppo se lo faccio ricordo molto bene. Ricordo quanto mi facesse schifo ogni cosa che mi costringeva a fare. Sapeva che non volevo farlo e io mi sentivo in colpa a non volerlo fare. Parlandone con il mio migliore amico lui mi disse “non vedo perché debba pesarti soddisfarlo”, e quindi continuavo. La cosa che probabilmente mi fa più schifo è che, nonostante sapesse, mi obbligava a fargli tutto. Ricordo addirittura che aveva stabilito una “regola” secondo cui se un giorno non gli facevo nulla per i due giorni successivi avrei dovuto soddisfarlo.

È andata avanti per un anno e a me sembrava normale.

Quando succedeva ho anche pianto a volte, senza che se ne accorgesse, e ogni volta volevo tornare a casa e lavarmi perché mi sentivo sporca. Ho perso la verginità con lui, a 15 anni ancora da compiere.

Non mi è mai piaciuta una singola cosa, ricordo che a volte fingevo e gli dicevo che era dentro, così lo facevo contento. Vedeva che non mi piaceva ma non gli importava. A distanza di 6 anni sono orgogliosa del lavoro che ho fatto su di me, tutto da sola.

Purtroppo però sono andata a letto con troppi ragazzi. Non dico “troppi” perché credo che ci sia un numero giusto, lo dico perché tra quei 6 ragazzi, solo con 2 è stato consensuale. Alcuni di loro (solo alcuni) non li biasimo, si sono preoccupati più volte che mi piacesse e che volessi farlo, ma ho sempre mentito.

Non ne ho mai parlato con nessuno prima d’ora per paura di essere giudicata. Ho la sensazione che nessuno capirebbe e per questo ho rifiutato anche l’aiuto di esperti che so che mi servirebbe”

12.Qualche mese fa, sono stata filmata inconsciamente durante un rapporto intimo dal mio ex ragazzo. Ricordo di essere rimasta paralizzata e, nel momento in cui ho chiesto di cancellare immediatamente il video, lui ha alzato la voce, come se stessi dubitando della sua fedeltà. Ricordo di essermi sentita sporca, stupida ma, soprattutto, esagerata, perché in fondo era una cosa che in molti facevano ed io ero solamente suscettibile. Solo dopo esserci separati mi sono resa conto della gravità della situazione e ogni volta che chiudevo gli occhi, il suo ricordo mi perseguitava (non è stato l’unico caso in cui ha avuto atteggiamenti molesti) e mi sono così pentita per non aver fatto nulla ma, essendo stata la mia prima relazione (ebbene sì, a 18 anni) mi trovavo abbastanza impacciata.”

13. “Faccio ancora fatica a raccontare per bene cosa è successo con il mio ex tre anni fa, ancora non lo supero e ancora non sono riuscita a trovare un terapeuta con cui riuscire ad aprirmi e parlarne senza sentirmi sotto giudizio. Io avevo 23 anni e lui 26. Lui sembrava un ragazzo normale, innocuo. Era la mia prima vera relazione sia a livello sentimentale che sessuale. Pensavo che alcuni comportamenti fossero normali tra innamorati. Pensavo di essere io quella sbagliata, che non lo cercassi abbastanza nell’arco della giornata (premetto che avevo orari molto fitti all’università e a malapena riuscivo a pranzare e a mandare un messaggio a mia madre).

Quando tornavo a casa dall’università, ero stanca morta e difficilmente riuscivo ad avere una qualunque conversazione con chiunque ma lui continuava a tempestarmi di messaggi e di chiamate. Nell’ultimo periodo mi ero sentita soffocare e se talvolta non rispondevo perché ero a lezione oppure riposavo mi faceva sentire in colpa per non cercarlo abbastanza. Una volta che avevo dimenticato di mettere il silenzioso al cellulare e mi aveva chiamata, richiamandolo gli avevo dato una battuta tipo “lo sai che mi hai fatto fare una figuraccia davanti alla prof” però ridendo e lui si era sentito talmente offeso che iniziò ad urlarmi contro che ero stata una stronza, ingiusta, che la mia battuta non faceva per niente ridere e che gli dovevo chiedere scusa.

Gli chiesi scusa. In lacrime. Per la paura. Mi ero sentita una vera mer*da e la mia salute mentale, che già iniziava a vacillare da un po’ per lo stress dell’università, mi stava rendendo debole e vulnerabile di fronte alle sue reazioni. Non riuscivo a parlare con nessuno, anche perché lui non voleva che parlassi con nessuno di qualunque cosa facessimo e parlassimo (nemmeno con la mia migliore amica o con mia madre).

Inoltre una sera mentre eravamo nella sua stanza e ci stavamo baciando (non so perché continuassi a stare con lui) mi prese per il collo ed iniziò a stringere. Lo bloccai e lo guardai strano. Iniziai ad avere seriamente paura e quando qualche giorno dopo gli parlai del mio disagio, mi guardò sbalordito e mi disse “quindi adesso non ti posso più nemmeno fare una carezza?”. Ero arrivata al punto che a qualunque cosa mi proponesse, io rispondevo di sì.

Avevo il terrore potesse reagire male, se avessi detto no. Tant’è che anche l’ultima volta che mi ritrovai nel suo letto, non proferii parola mentre lui mi spogliava e mi penetrava. Faceva male. Non volevo. Speravo che le lacrime lo avrebbero fermato (era già successo che io non volessi perché avevo le mestruazioni e provavo dolore al basso ventre e vedendomi storcere il naso dal fastidio, smise), ma quella volta non accadde. Lui venne dentro di me (fortunatamente col preservativo almeno) e non si curò delle mie lacrime e del mio dolore. Una settimana dopo mi lasciò perché non se la sentiva più di stare con una persona instabile come me e aveva bisogno di pensare di più a sé stesso.

Inutile dire che tutte queste cose le mie migliori amiche e mia madre le vennero a sapere solo mesi dopo e che io nel frattempo ero caduta in depressione. Il tocco di un uomo anche casuale, per sbaglio, anche su un braccio mi faceva venire la pelle d’oca e mi sentivo sbagliata. Non ho mai denunciato. Ho passato gli ultimi tre anni a cercare un aiuto psicologico per affrontare i miei incubi e le mie allucinazioni (per mesi ho visto il suo viso su quello di altra gente) e ancora non sono riuscita a trovare la persona giusta. E personalmente se dovessi incontrarlo in giro, non ho idea di come reagirei.”

14. “Per quanto mi riguarda ho avuto varie esperienze con la violenza, più psicologica che fisica. La prima credo sia stata a 16 anni, stavo con un ragazzo di 20 e non avevo mai fatto sesso, e per lui la situazione era molto pesante e non faceva che ricordarmelo. Io per contro già ero poco sicura della nostra relazione in partenza, poi questo suo farmelo pesare mi dava fastidio quindi non lo abbiamo mai fatto. In compenso oltre a farmi sentire in colpa per questa situazione, tra l’altro coi suoi amici che mi prendevano in giro per questa storia, a Capodanno di quell’anno eravamo a dormire dalla ex di un mio amico, e mi ha costretto a farsi fare una sega. Io non volevo, e anzi mi sentivo in colpa nei confronti della ragazza che ci ospitava. Ho cercato di farglielo capire varie volte, ma alla fine mi ha convinta. Il giorno dopo non gli ho parlato per tutta la mattinata, lui si è scusato ma questo non gli ha impedito di tornare a fare la stessa cosa altre due volte almeno.”

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